Sunday, May 14, 2006

Pacs in terra

Che la Chiesa avesse qualcosa contro gli omosessuali ce n’eravamo resi conto da tempo; dalle parole-invettive contro l’amore degenerato della buonanima, riposi in pace, di papa Giovanni Paolo II alla crociata in favore della famiglia tradizionale fondata sull’amore e sul rispetto del ruolo dei sessi, voluti così come sono all’alba dei tempi dal Padreterno, di papa Ratzinger. Ma se la Chiesa questa sputasentenze che non è neppure più in grado di attingere al vangelo per fare un po’ di autocritica leggesse la famosa affermazione del Cristo che diceva “ non guardare alla pagliuzza nell’occhio degli altri, nel tuo occhio io vi vedo una trave” avrebbe di che pensare.
Il fenomeno dei preti gay e in taluni casi, a dire il vero in misura allarmante, pedofili si fa sempre più scottante e non ci deve più sorprendere se nei vicoli rabbuiati di Trastevere o nelle stradine fosche e deserte di Genova( quegli stessi vicoli cantati da De Andrè) si vedono spuntare clienti in abito talare o in borghese direttamente venuti dalla parrocchia dopo la messa serale per qualche scampolo d’amore con la Rumena sedicenne o con il trans dai tacchi a spillo.
D’altro canto l’offensiva al livello ufficiale da parte della Chiesa contro l’omosessuale si è fatta ancora più aspra da quando un decreto episcopale di un alcuni mesi addietro vietava esplicitamente l’entrata in seminario dei preti, così recitava il testo, con tendenze sessuali distorte.
Ora l’offensiva è contro i Pacs. Ma ripeto la Chiesa dovrebbe fare un po’ di autocritica perché gli omosessuali, queste figure che essa considera diaboliche se li ritrova in misura abbondante proprio in casa sua.
Il prete infatti è dotato di un certo desiderio sessuale; ora questa sua pulsione libidica egli la proietta su Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra etc, etc, in un processo che è segno evidente di un recondito desiderio incestuoso.
Il prete pensa di poter appagare l’incesto omosessuale chiudendosi in monastero oppure vivendo la vita benemerita di parrocchia e invece scopre una volta dentro che tutto è consentito fuorché liberare le proprie pulsioni verso il finalmente ritrovato padre da amare. Il prete non può amare direttamente Dio in quanto egli non è afferrabile se non come puro spirito e afferrare lo spirito risulta alquanto frustrante e per certi aspetti difficoltoso, ma neppure può servirsi per i suoi scopi delle concrezioni gadgettistiche( crocifissi, crocefissi, figurine di Cristo…) vedendo per altro depresso anche il suo spirito feticista per gli oggetti inerti; deve così spostare le sue attenzioni verso la Madonna che però non consentirà certo proprio a lui dopo millenni di castità inumana di profanarla. Ecco allora il prete ricorda qualcosa, ritorna al suo primitivo desiderio incestuoso ma non potendolo consumare da figlio con Dio lo fa da padre ed ecco il prete pederasta animato da ossessiva volontà di analizzazione filiale.
La Chiesa resasi conto di ciò invece di fare mea culpa e dimostrarsi un po’ più rispettosa verso quegli omosessuali che non fanno nulla di male e che senza ipocrisia liberano il loro amore sbandiera i vessilli dell’antiomosessualità e dell’omofobia, dimenticando che le parrocchie sono state e continuano in parte ad essere luogo di richiamo e di ritrovo per sedicenti anal lovers.
Così si perpetra ancora la sfilata delle ipocrisie dove chi si ama è considerato anormale mentre chi sta in una Chiesa tarpato e covante piani di chissà quale perversione inenarrabile ( pensiamo ad esempio al feticismo crocefissuale stile Esorcista) viene considerato amico dei confratelli e depositario privilegiato dello Spirito Santo.
Amen.

3 Comments:

At 10:40 PM, Anonymous Anonymous said...

Fico!E i preti etero?Desiderano la madonna?

 
At 10:18 PM, Blogger luca said...

Naturalmente sì, e lo aveva capito molto bene il filosofo tedesco Feuerbach che sebbene non avesse impostato il discorso sulla sessualità dei preti, diceva con fermezza che la sensualità bandita dalla religione cattolica o più generalmente cristiana rientrava prepotentemente colla figura compensatrice della Madonna. D'altro canto è solo così che il prete può sopportare il voto di castità, attraverso un processo sublimativo che lo porta dritto dritto sotto la sottana turchina della Madonna.

 
At 6:50 PM, Anonymous Anonymous said...

ECCELLENTE! Mitico Feuerbach

 

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